Un consiglio per i CIO: Non comprate nuovo hardware e risparmiate su capex e opex

Grazie a best practice, accurate metodologie e avanzati software tool, siamo in grado di realizzare un assessment oggettivo, consentendo di valutare con precisione le possibilità d’intervento per ottimizzare l’esistente, risparmiando sull’acquisto dell’hardware e su tutti i costi indotti e nascosti.

Per seguire la crescita del business, fino a un anno fa, era normale comprare ad esempio nuovo storage e aumentare la capacità. Pensare di ottimizzare era visto come “imbarcarsi in progetti lunghi e complessi e dal risultato dubbio”. Dopo la crisi, la necessità di ridurre i costi, sia sul fronte  degli acquisti (capex) sia dal punto di vista operativo (opex), ha portato un numero crescente di imprese, soprattutto all’estero, a riconsiderare le proprie strategie. Se il costo dello storage prima diminuiva sulla spinta del progresso tecnologico, oggi è letteralmente crollato per l’inasprirsi della battaglia competitiva.

Sconti mai visti e offerte per scalzare la concorrenza fanno vacillare il “virtuoso” che si pone la questione: “ottimizzare o non ottimizzare, dormire … sognare forse”. I commerciali di molti produttori vorrebbero che dormiste un sonno profondo, perché guadagnano solo vendendo più hardware. Oggi più che mai è falso che i progetti di ottimizzazione dell’infrastruttura siano chimere. Se si vuole perseguire una reale innovazione, prima di acquistare nuovo hardware è opportuno verificare di non avere margini di miglioramento con quanto si ha già in casa. Comprare nuovo storage solo se necessario e per quanto è necessario.

Non sempre il parere espresso dagli esperti dei vendor è obiettivo, perché l’interesse del produttore è comunque quello di vendere per rispettare le quote decise negli stabilimenti. I consulenti indipendenti del Gruppo Terasystem hanno verificato spesso che un’azienda potrebbe supportare la crescita dei dati anche per un anno e talvolta oltre con le macchine già disponibili.

Quindi vanno considerati non solo i costi di configurazione che si è costretti a subire ogni qual volta c’è da cambiare una LUN o un volume, ma anche tutti quelli relativi al personale che occorre per gestire e mantenere lo storage. Secondo le stime di vari analisti, il 70% del costo è dovuto ai costi operativi. È la Data Center Trasformation, il costo del byte che si trasforma in altri costi... Soluzioni e servizi ad alto valore aggiunto permettono invece di salvaguardare gli investimenti e forniscono gli strumenti per pianificare con precisione quello che occorre in futuro.

Tecnologie come la virtualizzazione, la deduplicazione, la WAN optimization, consentono di sfruttare al massimo lo spazio storage a propria disposizione, senza complicare, ma anzi semplificando i processi IT già in uso e apportando importanti vantaggi in termini di business, per esempio, utilizzando il vaulting elettronico per il disaster recovery, oppure evitando di replicare dati sui siti remoti o ancora, facilitando il telelavoro. Ci sono casi concreti di chi già consegue notevoli risparmi con queste soluzioni e nelle pagine seguenti presenteremo alcuni esempi di come sia possibile realmente ridurre i costi e ottimizzare l’infrastruttura, guadagnando efficienza operativa e agilità nella definizione e gestione dei servizi IT a vantaggio dei processi di business.

Occorre però un aiuto esterno da parte di chi ha la dovuta esperienza. Una società esterna, indipendente e competente riesce a scoprire quello che nelle imprese non è oggi possibile vedere. Gli staff IT aziendali non si occupano di questo, per quanto preparati fanno un altro mestiere. Pertanto non possono essere in grado di cogliere come, alcuni cambiamenti nelle politiche per la gestione dei dati, possano apportare significativi miglioramenti.

Per concludere, un mio suggerimento, non comprate altro hardware, analizzate invece cosa avete già in casa prima di acquistare altro, probabilmente quello che avete è già più che sufficente per le vostre necessità.

Un’attenta analisi può liberare capacità inutilizzata, individuare procedure non ottimizzate e migliorare l’efficienza del sistema evitando di spendere milioni di euro in nuovi dispositivi hardware. Inoltre, in un periodo di crisi economica come quella attuale, gli strumenti, la metodologia e i servizi proposti possono aumentare la produttività del personale IT consentendo anche una migliore gestione delle risorse.